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22 maggio 2017

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Nella fossetta del tuo collo

– Pensieri e Parole –

perlaNella fossetta del tuo collo
la mia stella apprende
come si sprofonda.

P. Celan

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22 maggio 2017

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Sogni diversi

– Pensieri e Parole –

amacaNessun sogno della mia mente
cancellerà mai un sogno
del mio cuore

(Gabriele D’Annunzio)

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21 maggio 2017

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27 maggio

maggio
Capua Città della Lingua –

 

sabato 27 maggio 2017 – Riconoscimento ufficiale di “Capua Città della Lingua”.
L’Accademia della Crusca, nelle persone del presidente onorario Chiarissimo Professor Francesco Sabatini e dell’attuale Presidente, Chiarissimo Professor Francesco Claudio Marazzini, riconosce in maniera ufficiale il Placito del 960.
Placito capuano è il primo testo scritto pervenuto che documenti l’esistenza dei volgari o dialetti italiani. Il Placito capuano risale a più di mille anni fa, esattamente al 960 d. C.

placito

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18 maggio 2017

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E’ più facile conoscersi o riconoscersi?

– Keep calm and read a book –

ulisse

ULISSE  dalle guerre, dai mostri, dalle tempeste. Mi hai salvato tu, con la tua attesa.

ULISSE  Atena occhio azzurro dimmi è più facile conoscersi o riconoscersi? Le cose quando incominciano sono sempre le migliori. Ogni inizio, come il mare, contiene l’infinito e un orizzonte di possibilità. Invece riconoscersi, incontrare le stesse facce venti anni dopo, camminare nelle strade del tuo paese dopo aver girato il mondo, le case come i visi dei vecchi, riprendere quello che era stato interrotto: hai solo una possibilità su mille di riuscirci. Bisogna trovare il punto esatto del tempo, là dove si era spezzato.

PENELOPE Sei così bravo a dire addio. Quanti ne hai detti sin ora? Quanti ne dirai ancora. Perché sei tornato?

ODISSEO Perché felice come sono stato con te non sono stato mai. E poi tu hai saputo aspettare semplicemente come nessun altro.

Ho la testa piena di domande, ho visto troppo mare, troppi porti. Il Mediterraneo è una massa d’acqua irrequieta che accarezza milioni di isole.
A questo mondo rubano tutto, anche le avventure della tua vita.
ulisse1

Le foto della rappresentazione teatrale tenutasi a Caserta

penelope1

Nota di Ennio Ranucci: Marilena Lucente, nomen omen, una grande persona che fa bene alla nostra città, che la rende migliore. Pugliese, vive, insegna e scrive a Caserta. È ormai, nel panorama culturale casertano, un punto di riferimento…il punto di equilibrio in una città scombinata, una città in cerca di un volto pulito.
Marilena scrive articoli giornalistici di buon senso che indicano la strada da seguire, gli aspetti da osservare, i punti su cui riflettere.
Marilena la conosci e poi la riconosci nelle citazioni e nei commenti del suo proflo facebook, nella rivista/blog “GiordaniLibri” del sito dell’Istituto Giordani di Caserta www.giordanicaserta.gov.it, nei suoi libri e in questi giorni la trovi in tutta la sua grandezza nel piccolo teatro civico casertano …nel libretto “Di un Ulisse, di una Penelope” a conferma che le grandi meraviglie le trovi nelle piccole cose.

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18 maggio 2017

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Potrò separarmi da te

– Keep calm and read a book –

a poco a poco, mi sto avvicinando al punto in cui potrò separarmi da te.

D. Grosmman, Che tu sia per me il coltello

separarmiNota di Marilena Lucente: questo rigo, siamo oramai a pagina 292, mi ha sempre colpito. Indica l’esistenza di “un punto” in cui la relazione finisce. finisce davvero. dentro però. Quando non si sente più niente, quando l’altro non è nemmeno un pensiero Yiar non scrive a Myriam da mesi ormai. Sparito. Lei sta imparando a vivere senza di lui, l’assenza della loro intimità le fa mancare il respiro. per ricominciare a vivere deve attraversare l’abbandono, la solitudine, lo strappo.
“a poco a poco, mi sto avvicinando al punto in cui potrei separarmi da te, o perlomeno dall’attesa dolorosa della tua ricomparsa, senza rinunciare ai sentimenti e alle sensazioni che suscitavi in me”. Come un miraggio, quel punto a volte sembra vicinissimo, altre irraggiungibile.

 

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18 maggio 2017

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Come parlare a tua figlia del suo corpo?

– Pensieri e Parole –

Photographer Meg Gaiger

Come parlare a tua figlia del suo corpo? Punto primo: non parlare a tua figlia del suo corpo, se non per insegnarle come funziona. Non dire nulla se è dimagrita. Non dire nulla se è ingrassata. Se pensi che abbia un corpo strepitoso, non dirglielo. Ecco alcune cose che invece puoi dire: “Sembri così in salute!” funziona bene. O perché non dire “Sembri così forte” o “Si vede quanto sei felice – risplendi”? Meglio ancora, complimentati con lei per qualcosa che non abbia nulla a che vedere con il suo corpo. Non commentare neppure i corpi di altre donne. No, neanche un singolo commento, né buono né cattivo.
Insegnale la gentilezza verso gli altri, ma anche verso di te. Non osare parlare di quanto non ti piaccia il tuo corpo davanti a tua figlia, o della tua nuova dieta. Anzi, non fare nessuna dieta davanti a tua figlia. Compra cibo sano. Cucina pasti sani. Ma non dire “ora non mangerò più carboidrati.” Tua figlia non dovrebbe mai pensare che i carboidrati siano un male, perché gettare una vergogna sul cibo equivale a gettarla su te stessa.
Incoraggia tua figlia a correre perché la farà sentire meno stressata. Incoraggiala a scalare montagne perché non c’è posto migliore per esplorare la tua spiritualità del picco dell’universo. Incoraggia tua figlia a fare surf, o scalata, o mountain bike perché quelle cose la spaventano ed a volte è anche una buona cosa.
Aiuta tua figlia ad amare il calcio o il canottaggio o l’hockey, perché gli sport la renderanno una leader migliore e una donna più sicura di sé. Spiegale che non importa quanto vecchia tu sia, non smetterai mai di avere bisogno di un buon lavoro di squadra. Non farle mai fare uno sport che non le piace affatto.
Dimostra a tua figlia che le donne non hanno bisogno di uomini per spostare i loro mobili. Insegnale a cucinare vegetariano. Insegnale a sfornare dolci di cioccolato con mezzo panetto di burro. Passale la ricetta della nonna per fare il dolce per la colazione di Natale. Trasmettile il tuo amore per l’aria aperta.
Forse sia tu che tua figlia avete le gambe tornite o il torace ampio. È facile odiare queste parti del corpo se non sono sottili. Ma non farlo. Insegna a tua figlia che con le sue gambe può correre una maratona se vuole, e che il suo torace non è altro se non un contenitore per dei polmoni forti. Può urlare e cantare e sollevare il mondo, se vuole. Ricorda a tua figlia che la cosa migliore che possa fare con il suo corpo è usarlo per trasportare la sua bellissima anima.
(fonte: http://hopeave.wordpress.com/)

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10 maggio 2017

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La terra dei fuochi

– Pensieri e Parole –

Caivano (provincia di Napoli- febbraio 2012- Un vigile del fuoco impegnato a spegnere un rogo appiccato a rifiuti speciali e urbani. Nella cosiddetta Terra dei Fuochi basta spulciare i documenti dei Vigili del Fuoco ,dove sono registrati i tantissimi interventi dei pompieri per i roghi tossici, per capire la portata del fenomeno relativo ai roghi tossici. Da molti anni, la camorra e le piccole imprese che producono in nero e sono costrette a smaltire i rifiuti in nero, usa il sistema dei roghi tossici per liberarsi dei rifiuti e degli scarti industriali di ogni tipo.

Caivano (provincia di Napoli- febbraio 2012- Un vigile del fuoco impegnato a spegnere un rogo appiccato a rifiuti speciali e urbani. Nella cosiddetta Terra dei Fuochi basta spulciare i documenti dei Vigili del Fuoco ,dove sono registrati i tantissimi interventi dei pompieri per i roghi tossici, per capire la portata del fenomeno relativo ai roghi tossici.

Ha ancora senso chiamare la Campania col suo nome latino? La Campania Felix?
Il disastro ambientale della “Terra dei Fuochi” ha comportato l’inquinamento del sottosuolo e delle falde acquifere di una vastissima area tra le province di Napoli e Caserta.
Continua a leggere l’articolo dei nostri studenti

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10 maggio 2017

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Senso di marcia

– Keep calm and read a book –

Senso-Di-Marcia-19305AL GIORDANI EVENTO SULLA LEGALITA’ con il pm Antimafia Catello Maresca, Leandro del Gaudio e Marilù Musto
PRESENTAZIONE DEL LIBRO”SENSO DI MARCIA”
Il giorno 11 maggio 2017 alle ore 10:30 sarà ospite dell’Istituto Tecnico Industriale F.Giordani di Caserta il magistrato Catello Maresca. Una giornata dedicata al valore della legittimità voluto fortemente dal Dirigente Scolastico Dott.ssa Antonella Serpico impegnata in prima linea a promuovere le attività volte a sensibilizzare e formare i giovani alla cultura della corresponsabilità, rafforzando il valore della legalità come antidoto alla corruzione e alla criminalità. Nell’’auditorium dell’istituto, dopo i saluti della dirigente dottoressa Serpico, il pm Antimafia presenterà «Senso Di Marcia», il suo ultimo romanzo volutamente ispirato dall’omonimo docu-film di Duccio Giordano, in collaborazione con alcuni tra i magistrati più attivi nella lotta contro le mafie. Il libro è incentrato sulla storia di un cronista di cronaca nera che ha scelto di rinunciare alla possibilità di realizzare lo scoop di una vita per rimettersi in gioco e partire alla ricerca di una nuova prospettiva sulla realtà della criminalità organizzata, che è di fatto composta da persone che non hanno nulla di più della gente comune. I lavori proseguiranno con l’intervento del giornalista Leandro Del Gaudio e il reading degli studenti. Moderatrice dell’incontro la dottoressa Marilù Musto.
L’autore di questo articolo è un nostro studente: Francesco Gatto che fa parte del Laboratorio [email protected] Free Young dell’ITI-LS Giordani Caserta Referenti Prof.sse Cuccaro e Pontillo

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8 maggio 2017

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9 maggio

maggio
Festa dell’Europa –

 

SALVIAMO L’EUROPA

9maggioPer la  festa dell’Europa  il Popolo chiede  cambiamenti per il futuro

La crisi economica globale colpisce duramente l’Europa.   Brexit in corso gli Stati dell’ Unione sono alle strette. Faticano ad affrontare  le loro difficoltà  e “l’Unione bancaria”  trema.  Molti si pongono una domanda.  Cosa sarebbe successo ai singoli Paesi dell’Unione Europea – e in particolare all’Italia  qualora questo progetto di confederazione, che tentenna a diventare federazione, non fosse mai stato concepito e realizzato?
Facciamo un passo  indietro nella storia di un’Italia   sconfitta da una guerra, da un lungo periodo mussoliniano e poi al risveglio coraggioso di un popolo che vuole farcela: alla lotta dei partigiani.  Ricordiamo quel 1947,  il discorso di    De Gasperi  che auspicava un programma che portasse l’Europa ad uno stadio di Stato federale, fermo restando che non si alterasse l’ anima di ogni singolo Paese. Oggi che le fondamenta di questo progetto scricchiolano sotto il peso di populismi e crisi economica, la sua bandiera ritrova la simbologia dei valori che improvvisamente scopriamo in pericolo. Ciascuno sogna un’ Europa diversa libera e democratica che si oppone alle guerre e alla corruzione  per difendere  i diritti umani di troppi tanti popoli che hanno bisogno di aiuto e sui quali non si può pensare di lucrare.   Dopo la firma di un Europa che rilancia il patto di Roma  si deve  agire per  un futuro  con un unico comune divisore.

[email protected] Free Young
Bove   –  Celestino

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7 maggio 2017

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Mi sentivo come un guscio di noce in balia delle onde

– Keep calm and read a book –

due

Mentre scrivevo, mi sentivo come un guscio di noce in balia delle onde, e adesso penso che avrei dovuto aggiungere una premessa, all’inizio del quaderno, oppure un commento alla fine. Ma cosa avrei potuto scrivere? Forse quello che ti ho detto una volta: secondo me, svelare a una persona qualcosa che non sa di se stessa è un grande dono d’amore. Il più grande.

D. Grossman, Che tu sia per me il coltello

Nota di Marilena Lucente: e solo a questo punto del libro, siamo a pagina 240, si scopre che le lettere di Yiar erano tutte su un quaderno ricopiato a mano da Myriam. da adesso in poi è lei che prenderà la parola.
Ha scritto tutto, tutte le sue lettere, da quelle più brevi a quella lunghissima di dieci pagine. ha raccolto parola per parola, sillaba per sillaba. non ha disperso nulla, neanche il più piccolo segno di orografia. per tutto il tempo, Myriam si è presa cura delle parole di lui, considerandole semplicemente preziose. Ascoltandole. mentre le trascriveva e mentre le leggeva e rileggeva.
Yiar, ovviamente, non sa niente di tutto questo. nemmeno lo immagina.

Nota di Sandra Lucente: “svelare a una persona qualcosa che non sa di se stessa è un grande dono d’amore. Il più grande” è la seconda frase che custodisco di questo libro. Attenzione che l’altro sia pronto ad accogliere ciò che non sa di sé.

Pensavo che questa fosse finalmente la professione adatta a me, lavorare con libri, racconti, ritrovare le storie che la gente ha amato nella sua infanzia. Cosa potrebbe esserci di meglio per me? Eppure non è così. Sto solo quasi bene, ed è un piacere di seconda mano.
Non hai idea di quanto odio i libri in questo momento. COm’è che nessuno di loro, fra le migliaia che mi circondano, può aiutarmi? E che nessuno di loro racconti la nostra storia?
E che nessuno di loro mi abbia dato quello che mi hanno dato le tue lettere?

D. Grossman, Che tu sia per me il coltello

Nota di Marilena Lucente: Sono le ultime righe dell’ultima lettera di Yiar. Ha rivelato a Myriam, il suo cognome, l’indirizzo della sua libreria, e altri brandelli di inconfutabile realtà, Aveva scritto per ore e ore una lunghissima lettera, da solo nell’albergo a Tel Aviv. Si era perduto completamente tra fantasie e desideri.
Intanto Myriam era andata a cercarlo. Forse erano stati persino vicino, senza saperlo. Non voleva la realtà, Yiar. Perchè la realtà, il mondo, non poteva dargli quello che voleva lui. Adesso che è arrivata, ha deciso, di andare via da quella storia, da quel: voglio che tu sia per me il coltello. “Chissà quanto tempo passerà prima che torni ad essere me stesso”, si era chiesto qualche rigo prima. Non che sappia chi sia o che ne abbia troppa voglia, di tornare a se stesso. Le ha confessato anche questo.

Non capisco come. Anche solo immaginare il tuo modo di parlare mi calma. E mi rende felice. Mi scorre dal corpo come una medicina, facendoti gorgogliare dentro di me. Non smettere. Non smettere di essere.

D. Grossman, Che tu sia per me il coltello

Voglio risvegliarmi alla vita e donarti, a parole, tutto il mio patrimonio genetico, quello che sono, nel bene e nel male. E voglio che in ogni frase si snodi la spirale invisibile del mio Dna. Scrivo sciocchezze inaudite, lo so, perchè ora desidero che anche la mia stupidità ti penetri, il mio entusiasmo, la ma paura, la mia infedeltà, la mia grettezza. Ma anche due o tre cose buone che forse sono dentro di me, e che si mescoleranno con le tue.

D. Grossman, Che tu sia per me il coltello

Nota di Marilena Lucente: qualche rigo dopo, di nuovo: “Ora, ora sii per me il coltello”. Yiar è ancora in albergo, da solo, le scrive di continuo, i fogli scivolano dal tavolo, nemmeno li raccoglie. seguono pagine e pagine di richieste, confessioni, domande, sensazioni.
“Questa notte ci scriviamo tutto, mano nella mano, …”.

 Le tue frasi e i tuoi frammenti di frase mi rimbombano nelle orecchie come dopo un lungo viaggio in treno. Potrei recitarteli a memoria, ma ce ne sono alcune che preferirei tu dimenticassi. Anzi, preferirei che tra noi non ci fossero più parole. Che rimanessimo solo con la nostra fisicità. Non importa in che modo. Vorrei poterti toccare, annusare il tuo sudore, osservarti mentre fai una cosa qualsiasi. Una frittata, per esempio.

D. Grossman, Che tu sia per me il coltello

Nota di Marilena Lucente: Myriam ha smesso da tre giorni di ricopiare le lettere di Yiar. Non voleva solo leggerle, voleva sentirle passare dagli occhi alla mano, voleva impregnarsi dei suoi discorsi, sino a poter rischiare di scrivere, dopo, solo con le parole di lui.
Porta con sè il quaderno delle lettere ricopiate, lo rilegge, lo accarezza con gli occhi, aggiunge qualche rigo. Il quaderno sta per diventare un diario, le scritture dei due stanno per intrecciarsi.
Proprio in quel momento esatto, sente di preferire il silenzio, il corpo, la semplicità della vita quotidiana: una frittata, per esempio.

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