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8 ottobre 2017

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Parla, mia paura

– Keep calm and read a book –

Simona Vinci si imsimona vincimerge nella propria paura e cerca un linguaggio per confessarla. L’ansia, il panico, la depressione spesso restano muti: chi li vive si sente separato dagli altri e incapace di chiedere aiuto. Ma è solo accettando di «rifugiarsi nel mondo» e di condividere la propria esperienza che si sopravvive.
Dopo la vittoria al Campiello 2016 con La prima verità dedicato ai reclusi e i dimenticati dell’isola di Leros, in Parla, mia paura  Simona Vinci racconta la propria storia di disagio, le crisi di panico che l’hanno tormentata tra i 34 e i 35 anni, per rivelare come ne è uscita e da quali radici nascevano.

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8 ottobre 2017

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Numeri e stelle

– Keep calm and read a book –

numeri e stelle 2

ph Antonella Serpico

Numeri e stelle di Laura Garavaglia (Ulivo 2015) è un libro coraggioso e singolare poiché affronta un tema poco usuale in  poesia, il rapporto fra poesia e matematica.

numeri e stelle 3

numeri e stelle 5

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7 ottobre 2017

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L’indifferenza è l’ultimo dei mostri, un diavolo custode che ogni tanto capita di incontrare

– Keep calm and read a book –

Torno sul significato personale dell’indifferenza: non riconoscere la differenza tra falso e vero, tra realtà e finzione. Si assise perciò a una violenza. a un sopruso, a un atto incivile e si resta a guardare.
La realtà ricevuta per la gran parte attraverso uno schermo produce questo effetto di spettacolo. Si sta seduti davanti agli avvenimenti, a conferma di essere spettatori accomodati in platea. Nessuno in sala si alzerebbe per fare irruzione e impedire a Otello di uccidere Desdemona. I nervi sono accordati sua bassa tensione dell’estraneo che assiste.
Dopo la breve impennata emotiva segue la bassa marea del ripiego nel proprio guscio. Sulla sabbia restano funi sfibrate, tronchi imbiancati, corpi di annegati, di bombardati in casa Si sono ritirate le onde, resta la traccia circolare lasciata dal bicchiere sopra il tavolo, mentre a terra vengono spazzati dalla scopa i suoi frantumi.
L’indifferenza è un accorgimento per ingannare i sensi, li frastorna per il tempo necessario a non intervenire.

Ma ogni volta che la difesa passiva del’indifferenza cede in un punto, apre una breccia, un moto di risposta, d’intervento: ognuna di queste volte viene contata all’attivo di una persona. Quello che sarà scritto sulla colonna con il segno più, dipenderà da quante vole la linea dell’indifferenza sarà stata aggirata, scavalcata.

E. De Luca, Diavoli custodi

Nota di Marilena Lucente: finisce qui questo libro. L’indifferenza è l’ultimo dei mostri, un diavolo custode che ogni tanto capita di incontrare. L’indifferenza è un sentimento che mette al riparo, che fintamente protegge, che esclude l’impegno, la partecipazione, l’attenzione. nasce da egoismi e paure e partorisce demoni ancora peggiori.
E’ quella specie di muri orribili che imprigionano sia chi è dentro sia chi è fuori. Esiste l’antidoto. preferisco non scriverlo. ognuno deve trovare il proprio.

indifferenza

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7 ottobre 2017

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Il silenzio algebrico

– Keep calm and read a book –

bruno1

ph Antonella Serpico

bruno2

bruno3

quella che vedi mescolata al giorno
è il residuo di una polvere
che viene da un tempo remoto

oggi gli strumenti catturano le vibrazioni della terra
fiumi di metropolitane misure prese dal buio
e portate alla coscienza dei grafici

è un passaggio al limite dell’immaginario
scoprire anche il vuoto con le nostre parole
precipita la capacità di narrazione
e si espande al di fuori degli spazi

anche le particelle maturano e crescono
aggrappandosi alle nostre riflessioni

Bruno Galluccio
Dall’amore per i numeri a quei dialoghi in versi. Un esperto di intelligenza artificiale e cibernetica, una laurea in fisica che si trasforma in passione lirica. Qualcuno dice che avrei dovuto andarmene, ma dopotutto perché avrei dovuto? Chi vive al Vomero ha un doppio legame. Alcuni critici hanno osservato che nei miei versi c’è poca Napoli: forse c’è meno astrazione che altrove…
PIERO ANTONIO TOMA

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6 ottobre 2017

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Una parola più dolce della gioia.

– Keep calm and read a book –

TRISTEZZA

Interrogo la tristezza e scopro
che non ha il dono della parola;
eppure, se potesse,
sono convinto che pronuncerebbe una parola più dolce della gioia.

Kahlil Gibran “Prose Poems”

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3 ottobre 2017

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Il coraggio di entrare nel bosco

– Pensieri e Parole –

Non puoi vivere una favola se ti manca il coraggio di entrare nel bosco.

(Anonimo)

bosco
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3 ottobre 2017

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Perché mi fai soffrire?

– Keep calm and read a book –

− Perché mi fai soffrire?
− Perché ti amo.
− No, non mi ami! Chi ama vuole la felicità, non il dolore.
− Chi ama vuole solo l’amore, anche a costo del dolore.
− Mi fai soffrire apposta, allora.
− Sì, per vedere se mi ami.
Italo Calvino, Il barone rampante.

soffrire

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3 ottobre 2017

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Ammiro le persone di valore, ma imparo dalle altre

– Keep calm and read a book –

Il comportamento, secondo me sbagliato, di altri mi è servito a puntualizzare per contrasto il mio. Ogni persona che non ho stimato, che ho perciò urtato e scansato, mi ha insegnato qualcosa di nuovo su di me. Mi ha aggiornato le differenze.
Ammiro le persone di valore, ma imparo dalle altre.
La vita randagia di operaio mi offriva scarsa occasione di approfondimento di me stesso. Facevano supplenza i libri che leggevo, portandomi ala superficie i tratti e i nervi. Qualcosa di me stava sbriciolando nelle pagine delle storie altrui. La letteratura è stata per me ogni vola l’ingresso in una città nuova, a casa d’altri. Ero e sono un lettore ospite senza invito diretto. MI sono perciò serviti gli incontri e gli urti con uomini sballati, canaglie dal mio punto di vista. Ognuno di loro mi ha lasciato una sa pezza che ho rivoltato e cucito a toppa di vestito.

E. De Luca, Diavoli custodi

Nota di Marilena Lucente: non esiste un io senza un tu. L’antica formula dell’identità prevede un tu che ci completa, ci arricchisce, ci rende migliori. Poi ci sono incontri “a misura di braccio, a distanza di offesa” , ci sono volti, corpi che ci feriscono, parole che arrivano e colpiscono. succede di essere offesi, e di offendere. per calcolo o per causalità.
Ci sono persone che vediamo e pensiamo: mai così. Mai con quel vestito, mai con quella espressione su viso, mai con quella arroganza scritta sul corpo. E poi ci sono persone radiose, tutta vita. Non è una questione di felicità, no. E’ proprio il sentire che è diverso.
“in quel torbido mi sono conosciuto”, recita così un verso di Ungaretti quando racconta dei suoi anni a Parigi. Ci si conosce così, per contrasto e per analogia, per odio e per amore.

contrasto
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1 ottobre 2017

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Cogliere nuovi spunti dentro di noi

– Pensieri e Parole –

Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra – che già viviamo – e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi.

Cesare Pavese

leggendo

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1 ottobre 2017

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Si tu nun scinne a ffonne nun o puo’ sape’

– Keep calm and read a book –

Mi rado la barba senza aiuto di specchio, evito di guardare a lungo la mia faccia che mi guarda. E’ un fastidio che fa il paio filosofico con la frase di Socrate “Conosci te stesso”. La mia risposta al consiglio è no. Per il mio tentativo di conoscenza preferisco gli altri, il mondo intorno. La mia indagine si rivolge all’esterno, non verso me stesso.
Mi sono conosciuto invece in qualche circostanza brusca. In un amore dei trent’anni scoprii che l’amata frequentava un altro. Nella confusione della scoperta mi accorsi di non essere geloso. Mi faceva male il sotterfugio, non il fatto. Rovistai nei nervi per trovare quello della gelosia, ma non c’era. Col tempo ho accettato la notizia di non poter bastare a una donna, di non pretendere a lei una esclusiva.
Conoscersi per me significa infittire il misteri, non diradarlo. Mi sono conosciuto in una febbre, in una calma improvvisa, in un cedimento. In ognuno dei casi avrei preferito di no. Si tratta di accidenti accaduti a un qualche me stesso, monodose, scartato dopo l’uso.
Non posso chiamare esperienza la vita sfiorata, calpescata. Non riconosco alcun addestramento avvenuto, alcun insegnamento impartito dalle circostanze. Resto principiante, rinnovo le varianti sorprendenti della mia incompetenza, impreparato a tutto.

E. De Luca, Diavoli custodi

Nota di Marilena Lucente: ho letto e riletto questo passaggio – pagina 57 – indecisa se trascriverlo o meno. sono fermamente convinta del contrario. per quanto anche io spesso trovi stancante e qualche volta insopportabile stare con me stessa, oppure scoprire con mostruosa evidenza la fatica del conoscersi: “conoscersi è morire”, dice uno dei personaggi di Pirandello, quando si trova testimone di se stesso, del suo agire, quando si vede fare cose che mai avrebbe immaginato di poter pensare e fare. In quello specchio, quello in cui il protagonista del libro si fa la barba, quello in cui noi ci guardiamo ogni volta che abbiamo bisogno, entra il mondo che pure ha un ruolo necessario per la conoscenza di noi stessi. conosco, imparo, quello che mi fa triste, quello che mi fa felice, quello che mi offende (e che raddoppia la fatica necessaria dell’apprendimento.
Si tu nun scinne a ffonne nun o puo’ sape’. cantano così quei due che ascolto ogni mattina mentre vado a scuola. non c’è altro modo per conoscere e conoscersi: si tu nun scinne a ffonne nun o puo’ sape’.

sapè

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