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8 giugno 2017

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Non perdersi è la vera favola

– Keep calm and read a book –

Innamorarsi è raro, ma non difficile.
La vera impresa è conservare quel sogno d’amore anche dopo la sua trasformazione in realtà.
Perché se incontrarsi resta una magia, è non perdersi la vera favola.

Massimo Gramellini, Cuori allo specchio

CUORI ALLO SPECCHIO

CUORI ALLO SPECCHIO

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6 giugno 2017

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La sto disegnando come se uscisse dalle mie mani

– Keep calm and read a book –

Cortázar

disegnino

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6 giugno 2017

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La locanda

– Keep calm and read a book –

Posata sulla cornice ultima del mondo, a un passo dalla fine del mare, la locanda Almayer lasciava che il buio, anche quella sera, ammutolisse a poco a poco i colori dei suoi muri e della terra tutta e dell’oceano intero. Pareva – lì, così solitaria – come dimenticata. Quasi che una processione di locande, di ogni genere e età, fosse passata un giorno da lì, costeggiando il mare, e tra tutte se ne fosse staccata una, per stanchezza, e lasciatasi sfilare accanto le compagne di viaggio avesse deciso di fermarsi su quell’accenno di collina, arrendendosi alla propria debolezza, chinando il capo e aspettando la fine. Così era la locanda Almayer: aveva quella bellezza di cui solo i vinti sono capaci. E la limpidezza delle cose deboli. E la solitudine, perfetta, di ciò che si è perduto.

A. Baricco, Oceano mare

Nota di Marilena Lucente: questa è la locanda Almayer, sempre in bilico sull’orlo della terra, a un passo dal mare. è un luogo che sa di abbandono, dove si arriva per essere stati abbandonati. una sensazione strana: come sentirsi “un ritratto, pegno di amore, nel buio di un cassetto”. quando è così la realtà smarrisce i suoi contorni, tutto sembra farsi passato, memoria, ricordo. così inafferrabile sino a sfiorare l’incredulità. Aveva la bellezza di cui solo i vinti sono capaci. La limpidezza delle cose deboli. La solitudine perfetta di ciò che si è perduto. Baricco non sta parlando soltanto della locanda Almayer. e nemmeno io, ovviamente.

locanda

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6 giugno 2017

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Sono arrivato al mare

– Keep calm and read a book –

Mia adorata,
sono arrivato al mare. Vi risparmio le fatiche e le miserie del viaggio: ciò che conta è che ora sono qui.

Nota di Marilena Lucente: Inizia così la lettera appassionata di Ismael A. Ismael Bartleboom
(si firma proprio così, alla fine di ogni foglio ) ed è uno di quei personaggi del romanzo da tenere d’occhio.  Scrive lettere piene di passione e quando finisce le posa – aperte e senza indirizzo – in una scatola di mogano. Dentro, centinaia di lettere.
Ha 38 anni e la granitica certezza che da qualche parte, nel mondo, incontrerà una donna che da sempre è la sua donna. E pazienza se il destino sta ritardando un po’. intanto le scrive, tutti i giorni. A chi raccontare la sua vita se non a lei?

“Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle
– Ti aspettavo.
Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere ad una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni – i giorni, gli istanti – che quell’uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell’uomo
– Tu sei matto.
E per sempre lo amerà”.

A. Baricco, Oceano mare

Nota di Marilena Lucente: Il professor Barttlboom, come tanti personaggi di Baricco, è fatto di sogni e desideri altamente improbabili. Il fatto è che quando si mette ad immaginare lo fa sin nei minimi dettagli. Come questa scena qui, pensata per quando i due si incontreranno; lui le metterà sul grembo tutte le sue lettere, quasi a volerla fecondare con le parole.
Parole autentiche, piene di lontananza e paura, di fragilità e bellezza. Strampalate, ma vere. Proprio per questo rendono possibile il futuro. “Tu sei matto”, dirà lei. “E per sempre lo amerà”. Logico, no?

adorata

La natura ha una sua perfezione sorprendente e questo è il risultato di una somma di limiti. La natura è perfetta perché non è infinita. se uno capisce i limiti, capisce come funziona i meccanismo. Sono studi faticosi, e anche difficili, non si può negarlo, ma è importante capire. descrivere. L’ultima voce che ho scritto è stata Tramonti. Sapete, è geniale questa cosa che i giorni finiscono. E’ un sistema geniale. I giorni e poi le notti. E di nuovo i giorni. sembra scontato, ma c’è del genio. E là dove la natura decide di collocare i propri limiti, esplode lo spettacolo. I tramonti. Li ho studiati per settimane. Non è facile capire un tramonto. Ha i suoi tempi, le sue misure, i suoi colori. E poiché non c’è un tramonto, dico uno, che sia identico e un altro allora lo scienziato deve saper discernere i particolari e isolare l’essenza fino a poter dire questo è un tramonti, il tramonto.

Nota di Marilena Lucente: chi parla è il prof Bartleboom, lo scienziato che scrive lettere d’amore alla donna che prima o poi incontrerà e da sempre è sua. Ne frattempo, è arrivato alla Locanda Almayer – dove si svolge il primo capitolo della storia – per scoprire dove finisce il mare. I limiti: lo scienziato sta scrivendo una Enciclopedia dei limiti. Mare, fiumi, foglie, tramonti. Osserva e trascrive. Osserva e se ne convince: là dove la natura pone i propri limiti esplode lo spettacolo.
Certi libri sono proprio così: ti fanno vedere come se fosse la prima volta ciò che hai sotto gli occhi da un tempo infinito

Mia adorata,
il lavoro mi stanca e il mare si ribella ai miei ostinati tentativi di capirlo. Non avevo pensato che potesse essere così difficile stargli davanti. Dove inizia la fine del mare? O addirittura: cosa diciamo quando diciamo: mare? Diciamo l’immenso mostro capace di divorarsi qualsiasi cosa, o quell’onda che ci schiuma intorno ai piedi? L’acqua che puoi tenere nel cavo della mano o l’abisso che nessuno può vedere? Diciamo tutto in una parola sola o in una sola parola nascondiamo tutto?

Nota di Marilena Lucente: Il mistero delle parole e il mistero del mare si assomigliano. Per questo, lui le scriveva in quel modo del mare: “Amava pensare che nello stesso modo, un giorno, lei lo avrebbe accarezzato

 
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6 giugno 2017

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L’attesa

– Keep calm and read a book –

Aspettare è più di amare

Aspettare è abbracciare il vuoto, masticare desideri, ingoiarli e sentire che sono diventati veleno. Aspettare è lottare contro i cattivi pensieri, immaginare tragedie, vedere tempeste, sentirle vive, lasciare che ti mordano qui, dietro la nuca. Questa da 20 anni è la mia guerra: vivo aspettandomi il peggio , mentre è solo Ulisse che vorrei aspettare.

Penelope: Voglio una persona diversa. Voglio un re per il regno, un padre per Telemaco, e qualcuno che mi liberi dalle catene dell’attesa.

Penelope: mi sentivo viva solo in compagnia della vita che non vivevo con te.

Ulisse: Non mi credi, vero? Non mi crederai mai. Le mie radici sono il pensiero di te

Marilena Lucente, ‘Di un Ulisse, di una Penelope’

attesa

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6 giugno 2017

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L’insoddisfazione per l’esistenza del mondo

– Pensieri e Parole –

I sentimenti più dolorosi e le emozioni più pungenti, sono quelli assurdi:
l’ansia di cose impossibili, proprio perché sono impossibili,
la nostalgia di ciò che non c’è mai stato,
il desiderio di ciò che potrebbe essere stato,
la pena di non essere un altro,
l’insoddisfazione per l’esistenza del mondo.
©Fernando Pessoa

fiore

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27 maggio 2017

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Pioggia

– Keep calm and read a book –

Volevo che le nostre paure, i trabocchetti che abbiamo teso a noi stessi, che continuiamo a tenderci, si accoppino. Correggimi, se sbaglio, correggimi se sbaglio.
Stai con me, riportami alla vita. Dimmi: sii luce.
Ma cosa ti ho dato poi? Solo parole, e cosa possono le parole?
Probabilmente talvolta possono. E forse ci sono dei momenti di grazia in cui il cielo si apre anche sulla terra.

D. Grossma, Che tu sia per me il coltello

coltelloNota di Marilena Lucente: Yiar e Myriam ancora non si dicono tutto. Il loro dialogo è fatto di frasi dette e altre strette nel silenzio e nel cuore. Piove, finalmente, a Gerusalemme. Questo ultimo capitolo si intitola appunto “Pioggia”. Avevano scelto un evento al di fuori di loro, qualcosa che potesse decidere per loro, al posto loro, la fine della storia. La pioggia. Ma adesso non è a quello che stanno pensando: qualcosa di grave è successo nel giardino di Yiar. E Myriam sta andando da lui. Un’altra promessa infranta. Sono cambiate tante cose. lettera dopo lettera, parola dopo parola. Sono cresciuti, caduti, precipitati, innamorati, felici come non sono stati mai, tristi. La città è deformata dalla pioggia. Myriam sta andando da lui, da loro. Si incontrano nell’acqua. Quando lo vede: “Poi, per un attimo, ha aperto gli occhi, mi ha guardato, e li ha richiusi con dolore. Ho visto le sue sopracciglia fremere e ha emesso un gemito come non ho mai sentito provenire dalla bocca di un uomo. Ha ripetuto il mio nome ancora e ancora e ancora”. Poche righe dopo il libro è finito. Finiscono anche i miei commenti, la nostra lettura condivisa, il nostro appuntamento quotidiano con David Grossman. Personalmente so già che mi mancherà moltissimo.

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22 maggio 2017

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Nella fossetta del tuo collo

– Pensieri e Parole –

perlaNella fossetta del tuo collo
la mia stella apprende
come si sprofonda.

P. Celan

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22 maggio 2017

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Sogni diversi

– Pensieri e Parole –

amacaNessun sogno della mia mente
cancellerà mai un sogno
del mio cuore

(Gabriele D’Annunzio)

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21 maggio 2017

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27 maggio

maggio
Capua Città della Lingua –

 

sabato 27 maggio 2017 – Riconoscimento ufficiale di “Capua Città della Lingua”.
L’Accademia della Crusca, nelle persone del presidente onorario Chiarissimo Professor Francesco Sabatini e dell’attuale Presidente, Chiarissimo Professor Francesco Claudio Marazzini, riconosce in maniera ufficiale il Placito del 960.
Placito capuano è il primo testo scritto pervenuto che documenti l’esistenza dei volgari o dialetti italiani. Il Placito capuano risale a più di mille anni fa, esattamente al 960 d. C.

placito

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