Uno dei due è un passo oltre

13 novembre 2017

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– Keep calm and read a book –

… questo è ciò che mille volte avviene nell’amore, uno dei due è un passo oltre, in una direzione che nemmeno conosce, ma sa di dover andare insieme all’altro e poi l’altro segue per fede, per amore e a volte, dopo, è lui a passare avanti e per amore si è insieme e ancora e ancora.

M Veladiano, Lei

Nota di Marilena Lucente: racconta di una lontana e misteriosa storia d’amore, questo libro. una storia di cui tutti conosciamo persino il finale. Eppure c’è ancora tanto da esplorare. Però questo passaggio qui, il passo che si tiene mentre si è in cammino, “il passo oltre”, vale per un uomo e una donna, per due amiche, due fratelli, una zia e una nipote. vale insomma per chi ci sta accanto.
e per chi, tenendo a noi proprio come accade a Maria, “sognava per me cose che io non sapevo sognare”

un passo
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Quella manifestazione di debolezza

13 novembre 2017

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– Keep calm and read a book –

 Si accese un’altra sigaretta.
Pensai che c’era qualcosa di irrimediabile e tragico nel suo fumare continuo, in quella manifestazione di debolezza quasi rivendicata e trasformata ne suo contrario. Si intuiva una scelta deliberata di autodistruzione nella ripetizione di quei gesti sempre uguali: tirar fuori dal taschino il pacchetto morbido e ammaccato, picchiettare sul bordo superiore, far comparire il filtro ocra, metterselo tra le labbra, sgregare un cerino, aspirare con noncuranza.

G. Carofiglio, Le tre del mattino

Nota di Marilena Lucente: Padre e figlio sono a Marsiglia. Non sapevano di dover restare lì per due notti ma è successo. Così si guardano, si leggono nei gesti, un po’ imparano a conoscersi. A sapere l’uno dell’altro.
La voce narrante è quella del figlio. Quanto fuma, suo padre! Le dita leggermente ingiallite di nicotina, il modo di aspirare la sigaretta, i tanti, troppi momenti in cui prende il pacchetto.
Antonio vede tutto come se fosse la prima volta. E cambia il vedere dei lettori. Ti fa pensare ai gesti, a quello che hanno dentro, tira fuori l’anima anche al più elementare e smorto degli automatismi.
“Pensai che c’era qualcosa di irrimediabile e tragico nel suo fumare continuo, in quella manifestazione di debolezza quasi rivendicata e trasformata ne suo contrario”.
Così. Dopo quel gesto non lo puoi più guardare allo stesso modo.

sigarette

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L’unica maschera a noi visibile

11 novembre 2017

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– Keep calm and read a book –

mascheraSolo di poche persone c’è concesso osservare la gioia, la disperazione, la rabbia, la sofferenza, il godimento o l’euforia dipinti sul viso, per tutti gli altri bisogna accontentarsi dell’unica maschera a noi visibile.

Lorenzo Marone, La tentazione di essere felici

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Per ascoltare occorre tacere

5 novembre 2017

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– Keep calm and read a book –

Per ascoltare occorre tacere. Non soltanto attenersi a un silenzio fisico che non interrompa il discorso altrui (o se lo interrompe, lo faccia per rimettersi a un successivo ascolto), ma a un silenzio interiore, ossia un atteggiamento tutto rivolto ad accogliere la parola altrui. Bisogna far tacere il lavorio del proprio pensiero, sedare l’irrequietezza del cuore, il tumulto dei fastidi, ogni sorta di distrazioni. Nulla come l’ascolto, il vero ascolto, ci può far capire la correlazione fra il silenzio e la parola.
È l’analogo della musica. La si ascolta pienamente quando tutto tace intorno a noi e dentro di noi. Modo più perfetto, a occhi chiusi.
Giovanni Pozzi, Tacet

Nota di Marilena Lucente: Piccolissimo libro – edizioni adelphi – dedicato al silenzio. e alle parole: che una volta dette proprio non ne vogliono sapere di tornare indietro.
Eppure:
“Ogni proposito di vita solitaria si scontra col paradosso che, se cercata, la solitudine è inafferrabile; se ti afferra, è insopportabile.
L’uomo è un solitario non solo”.

tacere

 

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Il silenzio non è solo tacere ma soprattutto ascoltare

31 ottobre 2017

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– Keep calm and read a book –

Non c’è solitudine senza silenzio, e il silenzio è tacere ma è anche ascoltare.

E. Borgna, La solitudine dell’anima

Nota di Marilena Lucente: E ancora: “La solitudine, nella sua dimensione metaforica, è una condizione ineliminabile dalla vita; e in essa si riflettono desideri di riflessione e di contemplazione, di tristezza e di angoscia, di silenzio e di preghiera, di attesa e di speranza”.
Questa cosa qui, che il silenzio non è solo tacere ma soprattutto ascoltare si impara piano. Spesso si impara tardi. Ma dopo è una dimensione, un fare, un modo di essere, che non si dimentica più.

solitudine

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Parla, mia paura

8 ottobre 2017

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Simona Vinci si imsimona vincimerge nella propria paura e cerca un linguaggio per confessarla. L’ansia, il panico, la depressione spesso restano muti: chi li vive si sente separato dagli altri e incapace di chiedere aiuto. Ma è solo accettando di «rifugiarsi nel mondo» e di condividere la propria esperienza che si sopravvive.
Dopo la vittoria al Campiello 2016 con La prima verità dedicato ai reclusi e i dimenticati dell’isola di Leros, in Parla, mia paura  Simona Vinci racconta la propria storia di disagio, le crisi di panico che l’hanno tormentata tra i 34 e i 35 anni, per rivelare come ne è uscita e da quali radici nascevano.

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Numeri e stelle

8 ottobre 2017

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numeri e stelle 2

ph Antonella Serpico

Numeri e stelle di Laura Garavaglia (Ulivo 2015) è un libro coraggioso e singolare poiché affronta un tema poco usuale in  poesia, il rapporto fra poesia e matematica.

numeri e stelle 3

numeri e stelle 5

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L’indifferenza è l’ultimo dei mostri, un diavolo custode che ogni tanto capita di incontrare

7 ottobre 2017

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– Keep calm and read a book –

Torno sul significato personale dell’indifferenza: non riconoscere la differenza tra falso e vero, tra realtà e finzione. Si assise perciò a una violenza. a un sopruso, a un atto incivile e si resta a guardare.
La realtà ricevuta per la gran parte attraverso uno schermo produce questo effetto di spettacolo. Si sta seduti davanti agli avvenimenti, a conferma di essere spettatori accomodati in platea. Nessuno in sala si alzerebbe per fare irruzione e impedire a Otello di uccidere Desdemona. I nervi sono accordati sua bassa tensione dell’estraneo che assiste.
Dopo la breve impennata emotiva segue la bassa marea del ripiego nel proprio guscio. Sulla sabbia restano funi sfibrate, tronchi imbiancati, corpi di annegati, di bombardati in casa Si sono ritirate le onde, resta la traccia circolare lasciata dal bicchiere sopra il tavolo, mentre a terra vengono spazzati dalla scopa i suoi frantumi.
L’indifferenza è un accorgimento per ingannare i sensi, li frastorna per il tempo necessario a non intervenire.

Ma ogni volta che la difesa passiva del’indifferenza cede in un punto, apre una breccia, un moto di risposta, d’intervento: ognuna di queste volte viene contata all’attivo di una persona. Quello che sarà scritto sulla colonna con il segno più, dipenderà da quante vole la linea dell’indifferenza sarà stata aggirata, scavalcata.

E. De Luca, Diavoli custodi

Nota di Marilena Lucente: finisce qui questo libro. L’indifferenza è l’ultimo dei mostri, un diavolo custode che ogni tanto capita di incontrare. L’indifferenza è un sentimento che mette al riparo, che fintamente protegge, che esclude l’impegno, la partecipazione, l’attenzione. nasce da egoismi e paure e partorisce demoni ancora peggiori.
E’ quella specie di muri orribili che imprigionano sia chi è dentro sia chi è fuori. Esiste l’antidoto. preferisco non scriverlo. ognuno deve trovare il proprio.

indifferenza

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Il silenzio algebrico

7 ottobre 2017

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– Keep calm and read a book –

bruno1

ph Antonella Serpico

bruno2

bruno3

quella che vedi mescolata al giorno
è il residuo di una polvere
che viene da un tempo remoto

oggi gli strumenti catturano le vibrazioni della terra
fiumi di metropolitane misure prese dal buio
e portate alla coscienza dei grafici

è un passaggio al limite dell’immaginario
scoprire anche il vuoto con le nostre parole
precipita la capacità di narrazione
e si espande al di fuori degli spazi

anche le particelle maturano e crescono
aggrappandosi alle nostre riflessioni

Bruno Galluccio
Dall’amore per i numeri a quei dialoghi in versi. Un esperto di intelligenza artificiale e cibernetica, una laurea in fisica che si trasforma in passione lirica. Qualcuno dice che avrei dovuto andarmene, ma dopotutto perché avrei dovuto? Chi vive al Vomero ha un doppio legame. Alcuni critici hanno osservato che nei miei versi c’è poca Napoli: forse c’è meno astrazione che altrove…
PIERO ANTONIO TOMA

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Una parola più dolce della gioia.

6 ottobre 2017

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TRISTEZZA

Interrogo la tristezza e scopro
che non ha il dono della parola;
eppure, se potesse,
sono convinto che pronuncerebbe una parola più dolce della gioia.

Kahlil Gibran “Prose Poems”

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