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I morti siedono sui fili della luce come gocce di pioggia

2 novembre 2018

Keep calm and read a book

– Keep calm and read a book –

Ci sono le tende
E le lenzuola
Il bicchiere
La menta alla finestra
C’è la sedia
E c’è la stuoia
E dentro a tutto
C’è quel lieve
Danzare di molecole
Quella luce vispa
Che brilla
E fa capriole
Nei vuoti vivi
Di ogni cosa
E fa dell’aria
Sbigottita
Amore.

Bevendo il tè con i morti” di Chandra Livia Candiani

Nota di marilena Lucente: Sono giorni che porto con me questo piccolo e prezioso libro di poesie.

Verso sera
I morti siedono sui fili della luce
Come gocce di pioggia
Che è già caduta.

Questa la prima pagina, la prima poesia. I morti sono gocce di pioggia ferme sui fili della luce, la morte è ciò che resta, chi è andato via diventa molecola di luce tra tende, pensieri davanti alla macchinetta del caffè, rumore del vento.
I vuoti vivi, li chiama la poetessa. Sentire, al di là delle parole, delle circostanze, degli eventi.
Abitare, i vuoti vivi.
Accade anche nostro malgrado. E lì, nello sbigottimento, scoprire altra vita.

Hanno spalle
leggere ed eleganti
come dopo la prima nevicata
i portatori di pace
entrando seminano
a piccoli gesti celati
fiocchi di silenzio.

Marilena Lucente: i portatori di pace della poesia sono quelli che non ci sono più. i morti escono di scena e si intravedono le spalle, “leggere ed eleganti come dopo la prima nevicata”. Vanno via così, intanto lasciano dietro di sè ricordi fiocchi di neve, parole non dette, accenni di gesti, brevi carezze nell’aria. si allontanano lasciandosi dietro una scia di fiocchi di neve e di silenzio.

La foto è di Simone Aprile, un fotografo siciliano che a me piace tanto, che insegna a guardare con amore.

siciliano