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Si legge per non alzare lo sguardo verso il finestrino

14 luglio 2019

Keep calm and read a book

– Keep calm and read a book –

Sui treni, per salvarsi, leggevano.
Linimento perfetto. La fissa esattezza della scrittura come sutura di un terrore. L’occhio che trova nei minuscoli tornanti dettati dalle righe la nitida scorciatoia per sfuggire all’indistinto flusso di immagini imposto dal finestrino. Vendevano, nelle stazioni, delle apposite lampade, lampade per la lettura. Si reggevano con una mano, descrivevano un intimo cono di luce da fissare sulla pagina aperta. Bisogna immaginarselo. Un treno in corsa furibonda su due lame di ferro, e dentro il treno un angolo di magica immobilità ritagliato minuziosamente dal compasso di una fiammella. La velocità del treno e la fissità del libro illuminato. L’eternamente cangiante multiformità del mondo intorno e l’impietrito microcosmo di un occhio che legge. Come un nòcciolo di silenzio nel cuore di un boato. (…) Non si leggerebbe, nulla, se non fosse per paura. O per rimandare la tentazione di un rovinoso desiderio a cui, si sa, non si saprà resistere. Si legge per non alzare lo sguardo verso il finestrino, questa è la verità.

A. Baricco, Castelli di rabbia

Nota di Marilena Lucente: un intero capitolo dedicato al treno: quel grandioso azzardo dell’immaginazione, che di colpo otteneva di comprimere lo spazio e sminuzzare il tempo, ridisegnando le carte geografiche della terra e i sogni della gente” Faceva paura il treno, il suo modo di correre, due secoli fa, nel fragore del mondo. per questo il rimedio perfetto fu il libro, conoscere la sua dolcezza:

“Chi può capire qualcosa della dolcezza se non ha mai chinato la propria vita, tutta quanta, sulla prima riga della prima pagina di un libro? No, quella è la sola e più dolce custodia di ogni paura – un libro che inizia.”

l’immagine, è già quasi cinema, è di E. Hopper, Lettrice in treno. 1965

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